Agnello al forno con patate

Il giorno di Pasqua, come vuole la tradizione, ho cucinato, per la prima volta in vita mia, l’agnello. Ho seguito piu’ o meno le indicazioni di una ricetta greca trovata in un libro di ricette  comprato a Salonicco tantissimi anni fa. Per ottenere una carne piu’ morbida ho fatto macerare qualche ora l’agnello nel vino bianco senza null’altro perchè null’altro avevo. Alla fine la carne era tenerissima e le patate molto gustose.

Ed ecco la ricetta (x 6-7 persone):
Ingredienti:
1 kg 1/2 di cosciotto di agnello (io ne ho usati due + una spalla perchè erano piccoli)
1 kg e mezzo di patate (anche qui ho abbondato)
1 tazza di olio
1 litro di vino bianco
2 limoni
qualche spicchio d’aglio
sale
pepe
1 litro di brodo vegetale

Preparazione:
La sera prima o qualche ora prima di cucinare l’agnello lavarlo, asciugarlo e metterlo a marinare in un litro di vino bianco.

Prima di iniziare a cucinare accendere il forno a 230°.
Lavare, pelare le patate e tagliarle a rondelle abbastanza sottili mettendole man mano in una ciotola con acqua fredda affinché non anneriscano.
Preparare l’agnello: scolarlo dalla marinata e asciugarlo bene. Cospargerlo di sale e pepe e praticare delle piccole incisioni in cui inserire gli spicchi d’aglio sbucciati (due per cosciotto).

Scolare le patate, asciugarle. Cospargerle di sale (volendo anche di pepe), irrorarle con il succo dei limoni e sistemarle uniformemente sul fondo di una teglia unta con un po’ di olio.
Sistemare i cosciotti sul letto di patate, irrorare il tutto con l’olio d’oliva e due tazze d’acqua e mettere in forno. Far cuocere inizialmente ad alta temperatura e in seguito abbassarla (180-200°). Quando la carne sarà rosolata girarla dall’altra parte. Per la cottura occorrono circa un’ora e un quarto ma io l’ho fatto cuocere un ora e mezza abbondante per avere una carne tenerissima.

Sfornare e servire.

Buon appetito!

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Buona Pasqua a tutti

Ecco il cestino pasquale che ho preparato per la classe di Vittoria.

Un semplice pan di spagna farcito con marmellata di fragole e racchiuso in uno strato di cioccolato plastico. Un prato di zucchero verde e tanti ovetti per i bambini. E il coniglio? Per il maestro naturalmente!

Buona Pasqua a tutti!

 

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Filetti di trota salmonata in crosta di erbe aromatiche

La ricetta che ho preparato questa sera l’ho trovata su www.gustissimo.it.  Avevo in freezer 4 filetti di trota salmonata e poche idee su come cucinarli. Questa ricetta è gustosa e veloce, ottima accompagnata da un’insalata.  La copio esattamente come l’ho trovata, aggiungendo solo che nel trito di pan carré il filo d’olio deve essere abbondante, in modo da rendere il composto morbido.

 


Ingredienti (x 4 pers):
4 filetti di trota salmonata
6 fette di pancarré o pane casereccio
1 mazzetto di erbe aromatiche miste (basilico, maggiorana, timo, prezzemolo)
1 limone
Olio extravergine di oliva q.b.
Pepe q.b.
Sale q.b.

Preparazione: 
Scaldate un filo di olio extravergine di oliva in una padella antiaderente e rosolate i filetti da entrambe i lati per 2 minuti. Lavate accuratamente le erbe aromatiche, asciugatele con un canovaccio e frullatele con il pancarré aggiungendo un filo di olio extravergine di oliva in modo da ammorbidire il composto. Adagiate i filetti di trota salmonata su una placca rivestita di carta forno con la pelle rivolta verso il basso. Regolate di sale e di pepe, cospargete i filetti con il trito di pane ed erbe aromatiche schiacciandolo bene e infornate a 200°C per 5 minuti. Servite i filetti di trota salmonata in crosta di erbe aromatiche con fettine di limone.

Accorgimenti: 
Utilizzate il forno statico per non “asciugare” troppo il pesce e sfornatelo non appena la crosta di pane ed erbe aromatiche si sarà dorata.

Buon Appetito!

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Gratin di zucchine con carne e mozzarella

Questa sera ho cucinato un piatto senza grandi pretese, un gratin di zucchine con carne e mozzarella abbastanza rapido da preparare che mi ha dato finalmente di  nuovo l’idea di portare in tavola qualcosa di “non per caso”.  Un piatto che si può tranquillamente preparare anche tornando a casa stanche dal lavoro con in vista mille cose ancora da fare prima di concludere la giornata.

Ed ecco la ricetta:

Ingredienti (x 4 pers):
4 zucchine
2 mozzarelle
500 gr di carne macinata
20 cl di salsa di pomodoro
3 cucchiai olio d’oliva
8 cucchiai pangrattato
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio di ogni varietà di erbe: timo, origano, prezzemolo,
sale, pepe
burro o olio per ungere la teglia

 

Preparazione:
In una padella, rosolare la cipolla con 2 cucchiai olio. Quindi aggiungere la carne e l’aglio. Fate rosolare 5 minuti.  Salare, pepare e aggiungere il prezzemolo e mettere da parte.

Preriscaldare il forno a 180 ° C. Lavare e tagliare le zucchine a fettine sottili senza sbucciarle. Rosolarle senza alcun condimento per 5 minuti nella padella in cui abbiamo rosolato la carne. Metterne la metà sul  fondo di una teglia imburrata, cospargere con un terzo di pangrattato. Aggiungere la carne, coprire con la salsa di pomodoro e cospargere con un altro terzo di pangrattato.  Fare quindi un altro strato con le rimanenti zucchine.

Coprire con la mozzarella tagliata a fette sottili, cospargere con il pangrattato rimanente, salare e pepare. Irrorare con qualche goccia di olio d’oliva e cospargere con le erbe rimaste. Cuocere per circa 30-40 minuti.

Sfornare e servire

Buon Appetito!

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Mezze penne alla cachaça e salmone

E’ da tantissimo che non posto piu’ neanche una riga. La mia spalla è sempre dolorante e per mille e un motivi (non troppo piacevoli, peraltro) non ho più il tempo di sperimentare e trascrivere le mie ricette. Speriamo che insieme alla primavera arrivi anche un po’ di calma anche se le previsioni sono tutt’altro che di calma.

Ieri sera avevo in frigo del salmone affumicato e della panna da cucina che si stavano velocemente avvicinando alla data di scadenza e quindi ho pensato di rivisitare la ricetta delle penne al salmone e vodka trasformando il piatto in penne al salmone e cachaça. Ottimo connubio con un risultato ancor più profumato che usando la vodka.

Ed ecco la ricetta per 4 persone:

Ingredienti:
350 gr di mezze penne rigate
2 pomodori
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
100 gr di salmone affumicato
200 gr di panna da cucina
1 noce di burro
1/2 bicchiere di cachaça

Preparazione:
Lavare i pomodori e tagliarli a dadini piccolissimi lasciando da parte i semi e la parte acquosa. Tagliare a striscioline il salmone affumicato.

Mettere sul fuoco l’acqua per la pasta e quando bolle mettere a cuocere la pasta.

Nel frattempo  far sciogliere lentamente in una padella una noce di burro. Unire il salmone e farlo rosolare per qualche minuto. Bagnare con la cachaça e far evaporare. Aggiungere i dadini di pomodoro e il cucchiaio di concentrato. Mescolare per qualche minuto. Unire la panna, mescolare e lasciar amalgamare il tutto per altri due minuti.

Scolare la pasta, versarla nella padella mescolare accuratamente e servire.

Buon Appetito!

 

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Carnevale!

Anche quest’anno Vittoria ha voluto portare a scuola una torta per festeggiare il carnevale. Una torta allegra e cioccolatosa, sperando che i suoi compagni  (e il  maestro) apprezzino.

Un semplice pan di spagna al cioccolato, farcito con marmellata di fragole e ricoperta con una ganache al cioccolato fondente. Decorata con tanti smarties e stelle filanti di pasta di zucchero. Nei prossimi giorni, appena avrò un attimo di tempo scrivero’ la ricetta del pan di spagna al cioccolato e della ganache al cioccolato. Per il momento….

Buon Carnevale a tutti!

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Limoncello “home made”

La mia bellissima pianta di limoni è carica di frutti assolutamenti BIO e quindi perfetti per il limoncello. La ricetta è di mia madre che ha avuto non so bene da chi. Seguendo queste semplici indicazioni il risultato è un limoncello denso e forte al punto giusto, ottimo insomma. Provare per credere!

Ingredienti:
12 limoni non trattati
600 gr di zucchero
1 litro di alcool a 90°C
1 litro di acqua

Preparazione:
Lavare bene i limoni e asciugarli con cura con un panno pulito. Con un coltellino asportare la buccia facendo attenzione a prelevare solo la parte gialla e non quella bianca perchè il limoncello non risulti amaro.
Porre le buccie in un vaso a chiusura ermetica, aggiungere il litro di alcool, dare una mescolata, chiudere il vaso e mettere a riposare in luogo fresco e buio per 7 giorni.

Trascorsi i sette giorni, mettere sul fuoco una pentola con il litro d’acqua. Quando bolle aggiungere lo zucchero e mescolare fino a che lo zucchero sia sciolto. Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare. Una volta freddo aggiungerlo all’alcool con le bucce di limone. Rimestare accuratamente. Filtrare il limoncello attraverso un colino rivestito con una garza o con l’imbuto e l’apposito filtro di carta.
Imbottigliarlo e….

Buon limoncello!

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Orecchiette con i broccoli

Pur essendo una piemontese d.o.c. io adoro la cucina meridionale e soprattutto la pasta con le verdure, cosa che in piemonte proprio non è di casa. E tra tutte le paste con le verdure prediligo quella con le zucchine e le orecchiette con i broccoli. Un piatto semplice e veloce da preparare ma ricco di gusto e bello da vedere.

Le orecchiette con i broccoli

Ingredienti: (x 4 persone)
400 gr di orecchiette fresche
500 gr di broccoli
2 filetti di acciuga
1 spicchio d’aglio
1/2 bicchiere di olio
prezzemolo
percorino grattugiato
peperoncino a piacere

Preparazione:
Lavare e mondare i broccoli e, se sono grossi, tagliarli in quarti o a metà nel senso della lunghezza. Lessarli in abbondante acqua salata per 5-7 minuti. Scolarli e quando l’acqua dei broccoli riprende il bollore mettere a cuocere le orecchiette.
In una padella scaldare l’olio con lo spicchio d’aglio, mettere i filetti d’accuga (anche piu’ di due, se piacciano) e farli sciogliere lentamente. Aggiungere i broccoletti e farli andare qualche minuto fino a che diventino morbidi amalgamandoli con il condimento. Se necessario, bagnarli con  un qualche cucchiaiata dell’ acqua di cottura delle orecchiette. Spolverare con il prezzemolo e aggiungere il peperoncino amalgamando il tutto.
Quando le orecchiette sono cotte scolarle e passarle velocemente in padella. Spegnere, spolverare di pecorino e servire.

Buon Appetito

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La bagna cauda senz’aglio o Bagna dell’amicizia

Si,è vero,  non è bagna caoda perchè manca uno dei due elementi principali della vera bagna caoda, l’aglio. Ma è squisita, si gusta nello stesso modo intingendovi verdure crude e cotte e, poichè anche l’occhio vuole la sua parte, è assolutamente identica (stesso colore e densità) alla bagna cauda. E profuma di acciughe..
Dopo averla mangiata in un paio di ristoranti qui a Torino, ho cercato in internet la ricetta e l’ho trovata in un pdf sulla cucina piemontese. Padri di questa bagna dell’amicizia sono i canonici di Vezzolano, ricetta che è stata ripresa in seguito da Ermanno Marchisio.

Si serve esattamente come la bagna caoda ma è ottima anche sui peperoni arrostiti. Una squisitezza.

Ed ecco la ricetta: (x 10 persone)
1 kg di topinambur
500 gr di acciughe
1 Lt di olio di oliva
250 gr di noci tritate finemente
peperoncino q.b.

Preparazione:
Far bollire nell’acqua non salata i topinambour finché si disfano. Pulire le acciughe sotto l’acqua corrente prima e nell’aceto misto ad acqua dopo, e  mettere a scaldare l’olio; quando è caldo mettere le acciughe rimescolando in continuazione fino a che siano sciolte.  Aggiungere i topinambour e passare il tutto al passaverdura, rimettere nella pentola e far cuocere fino al bollore continuando a mescolare. Aggiungere infine le noci tritate finemente e il peperoncino. Lasciar sobbollire il composto sempre rimescolando per qualche minuto e spegnere. Al momento di servire scaldare e servire come la bagna caoda classica.

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La bagna caoda di mia mamma

La tavola della Bagna Cauda

La Bagna Caoda è un piatto piemontese, anzi a dire il vero è il piatto piemontese per antonomasia. Un piatto dai sapori forti, una salsa calda fatta di acciughe, aglio e olio in cui intingere verdure crude e cotte. Un piatto da gustare in compagnia annaffiato con un buon vino e tanta amicizia. Un piatto che la tradizione vuole sia seguito da un brodo di carne e un pezzo di bollito. Il dolce? Ovviamente il bunet!

Ogni famiglia piemontese ha la propria ricetta di bagna caoda, quella della nostra famiglia (tramandata di madre in figlia, come si conviene per i piatti storici) si discosta dalle varie ricette che ho trovato in internet non solo per il rapporto tra gli ingredienti ma anche come preparazione. Non voglio dire che la nostra bagna caoda sia  migliore delle altre ma vi assicuro che con l’arrivo dell’autunno tutti i nostri amici ci telefonano dicendo: “sarebbe bello organizzare una bagna caoda!” La bagna caoda infatti è una delle “chicche” di mia madre.

Le dosi della nostra bagna caoda sono queste:
Etti di acciunghe = numero delle persone diviso due piu’ uno. Nel caso di 10 persone ci vorranno 6 hg di acciughe.
Teste di aglio: numero di persone meno due, in questo caso 8 teste d’aglio.
Olio extravergine di oliva: da 3/4 di litro ad 1 litro
Latte: 1/2 Litro di latte
Panna: 200 ml

Preparazione:
Dissalare le acciughe sotto l’acqua corrente e lavarle accuratamente nell’aceto misto ad acqua e metterle nella pentola ricoprendole con l’olio d’oliva. Lasciarle riposare per diverse ore (anche una notte)
Sbucciare l’aglio e lasciare gli spicchi interi, metterli in una terrina e coprirli con olio. Tra l’olio per le acciughe e quello per l’aglio dovete tener conto di usarene in totale un litro circa.

Al momento di preparare la bagna cauda, unire l’aglio (con l’olio) alle acciughe, aggiungere 1/2 litro di latte e far cuocere lentamente fino a che le acciughe e l’aglio si disfino.

Passare il composto al passaverdure e rimettere nella pentola. Far scaldare e aggiungere la panna. Cuocere ancora una ventina di minuti. Spegnere il fuoco, servire. La bagna caoda si puo’ preparare con largo anticipo e scaldare al momento di servire. Quando è bollente porre la bagna caoda nel fujot grande in centro alla tavola. Da qui ogni commensale si servirà la bagna caoda nel proprio tegamino individuale in cui intingerà verdure cotte e crude.

Verdure crude: cardi gobbi,topinambur, cavoli, peperoni, sedani bianchi, indivia, porri teneri, cipollotti, insalata belga e finocchi.
Verdure cotte a piacere: peperoni al forno, barbabietole, patate.
Come ultimo… mela tagliata a pezzetti. E’incredibilmente buona

Per i puristi che rabbrividiscono all’idea del latte e della panna nella bagna caoda posso solo rispondere che cosi’ è ottima e sicuramente piu’ digeribile.

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Buon Anno a tutti

E’ da piu’ di un mese che non posto una ricetta, non sono neanche risucita a farvi gli auguri di Natale. Vi chiedo scusa ma purtroppo ho un dolore alla spalla (che non se ne va) che non mi permette di usare il pc. In realtà lo uso per lavoro ma è talmente doloroso che ho dovuto rinunciare al mio blog per un periodo.
Idem per la cucina… poche ricettine provate, con grande difficoltà. Il giorno di Natale per fortuna mio marito (un santo!) e gli invitati mi hanno praticamente sostituito in tutto perchè io non riuscivo a far nulla.
Appena riesco postero’ la rivelazione di questi giorni, la Bagna Cauda senz’aglio, una squisitezza che mi ha davvero stupito!
Per ora ecco i muffins natalizi che ho preparato per classe della mia bimba e la mia tavola di Natale.
Buon anno a tutti!

I Muffin natalizi per la classe di Vittoria

Natale 2011

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Lou Façum (o lou Fassum)

Lou Fassum è il piatto tipico di Grasse, un cavolo verza farcito la cui preparazione è un po’ lunga e laboriosa ma il cui risultato è di grande effetto. Per cuocere il fassum è necessario avere “lou façumier”, una retina con cui si chiude il cavolo in modo che non si sformi. Non avendo il façumier ho utilizzato una di quelle sportine per la spesa in rete di cotone tanto in uso anni fa quando non c’erano i sacchetti di plastica. Questa ricetta è di Régine che gentilmente mi ha fatto conoscere questo piatto particolarissimo.

Unica variazione agli ingredienti originali è stata la sostituzione della “poitrine” francese con della pasta di salsiccia, variazione che ho ritrovato in altre ricette di fassum in rete.

 

 

Ingredienti: (x 5-6 persone)
1 cavolo verza di 1,2 ca.
100 gr di riso
3 uova
1 cipolla
200 gr di pasta di salsiccia
200 gr di prosciutto crudo tritato
50 gr di parmigiano
1 spicchio d’aglio
sale, pepe
olio extravergine di oliva

Preparazione:
Far sbollentare per 10 minuti la verza in acqua bollente e salata. Dopodichè staccare delicatamente le foglie piu’ grandi e metterle da parte.

Tritare la cipolla e farla appassire in una padella capace con un due o tre cucchiai di olio d’oliva. Aggiungere la pasta di salsiccia, il prosciutto tritato e le foglie piu’ centrali e piccole del cavolo. Far rosolare. Alcuni aggiungono anche un po’ di erbette o una manciata di piselli.

In una terrina sbattere le uova con il parmigiano, unire il composto della padella, il riso e le restanti foglie di cavolo (ma non quelle piu’ grandi messe da parte all’inizio). Salare e pepare a gusto e mescolare bene.

Mettere in una terrina il retino allargandolo bene e foderarne le pareti con le foglie grandi del cavolo tenute da parte in modo che fuoriescano un po’ dal bordo. Riempire con la farcia preparata livellandola e chiudere ripiegando verso il centro le foglie che fuoriescono dal bordo in modo da ricreare il cavolo chiuso.

Chiudere il retino saldamente con dello spago da cucina in modo che durante la cottura il cavolo non si sfaldi e cuocere in pentola a pressione per 1 ora.
Far sfiatare la pentola, aprirla, scolare il cavolo e metterlo in un piatto. Tagliarlo a fette.

Buon appetito!

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Bônet

Il Bônet è un budino al cioccolato con amaretti tipico delle langhe. La ricetta è quella di mia mamma, da provare!

Ingredienti:
4 uova
8 cucchiai di zucchero
1/2 litro di latte
200 gr di amaretti
1 cucchiaio di cacao
1/2 bicchierino di ruhm

Preparazione:
sbattere le uova con lo zucchero, unire gli amaretti sbriciolati, il cacao, il rhum e il latte molto caldo.

Preparare uno stampo caramellando con zucchero le pareti e il fondo. Versare il compsto nello stampo e cuocerlo a bagnomaria (con acqua caldissima) in forno a 180°C per 30-40 min.

Quando la crema sarà ben rappresa sfornare, lasciar riposare 15 minuti e rovesciarlo sul piatto da portata. Mettere in frigo qualche ora prima di servirlo.

Ottimo accompagnato da panna montata.

Buon Appetito

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La Daube Provenzale

Ieri ho cucinato un altro piatto invernale molto semplice che necessita di una lunga cottura. La Daube è uno stracotto tipico della provenza, uno spezzatino di manzo cotto nel Cote du Rhone, un vino rosso provenzale. Il nome Daube deriva da una particolare pentola in terracotta che si usava (e si usa) per questo tipo di cottura. Va benissimo anche una pentola in ghisa, la classica cocotte francese. La versione che vi propongo è quella piu’ classica, cui si possono fare delle varianti come l’aggiunta di un cucchiaio di concentrato di pomodoro insieme al vino oppure una manciata di olive nere a fine cottura. Come accompagnamento servire delle patate al vapore o, come da tradizione provenzale, la macaronade (maccheroni cotti al dente e gratinati in forno con un po’ di sughetto della daube, gruyere e pan pesto.)

Ingredienti:
1 kg di carne di manzo per stracotto (scamone o noce, per esempio) tagliata in cubi piuttosto grossi.
2 cipolle
2 spicchi d’aglio
3 carote
1 lt di vino rosso Cote du Rhone
1 cucchiaio di aceto
sale, pepe
200 gr di lardo
1 pezzo di scorza d’arancia secca
una punta di noce moscata
2 chiodi di garofano
4 bacche di ginepro

Preparazione:
La sera prima mettere la carne nella pentola insieme con il vino, il cucchiaio di aceto, le cipolle tagliate in quattro, le carote tagliate a rondelle, i choidi di garofano, le bacche di ginepro, la noce moscata e un mazzetto aromatico.

Il mattino seguente trasferire la carne con la  marinata e le verdure in un altro recipiente,  e far fondere a fuoco dolce nella pentola il lardo tritato grossolanamente. Far appassire nel lardo i quarti di cipolla della marinata, unire la carne ben scolata, salarla e farla rosolare; aggiungere le carote, il secondo mazzetto di aromi, gli spichi d’aglio e la scorza di arancia.

Aggiungere il vino della marinata (dopo aver tolto i chiodi di garofano e le bacche di ginepro) e mezzo litro d’acqua calda. Rimestare bene. Alzare il fuoco fino all’ebollizione quindi coprire e abbassare la fiamma al minimo. Far cuocere per almeno 3 ore.

Buon Appetito

Questa ricetta partecipa al contest “Lo stufato” di Burro e Miele in collaborazione con Gualtiero Villa e Teatro 7

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La Carbonade Flamande

Sono stata qualche settimana fa ad Anversa dove ho mangiato questo buonissimo piatto, uno spezzatino cotto lentamente nella birra, perfetto per le fredde giornate invernali. Ho provato a cucinarlo sabato sera, cosi’ come me lo avevano spiegato, e il risultato è stato davvero ottimo. Da rifare.

Ingredienti (per 4 persone)
800 gr di polpa bovina per spezzatino
2 cipolle
burro (o, come ho fatto io burro e olio)
1 cucchiaio di zuchero di canna grezzo
1 cucchiaio di aceto
660 ml di birra Leffe (io ho usato la bionda perchè la preferisco alla rossa)
sale
2 foglie di lauro e qualche rametto di timo
3 fette di pane
3 cucchiai di senape forte

Preparazione:
Rosolare i pezzi di carne nel burro (io ho usato burro e olio come sempre quando rosolo la carne) e metterli da parte. Nello stesso grasso far appassire dolcemente le cipolle tagliate sottilissime. Quando sono appassite cospargerle con un cucchiaio di zucchero di canna e farlo caramellare mescolando in continuazione (fare attenzione che non bruci), unire il cucchiao di aceto e farlo evaporare. Unire la carne e salarla, unire un mazzetto composto da due foglie di lauro e qualche rametto di timo, spalmare le tre fette di pane con la mostarda e adagiarle sulla carne. Coprire il tutto con la birra, incoperchiare e cuocere a fuoco vivace fino a che la birra non bolla. A questo punto abbassare la fiamma al minimo e fare cuocere per 2 ore e mezza/3 ore, mescolando di tanto in tanto, fino a che la carne risulti morbidissima e il sughetto bello denso.

Servire con patate bollite.

Buon Appetito!

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Joyeux anniversaire Maître!

Domani è il compleanno del nuovo maestro della classe di Vittoria e ho pensato che sarebbe stato carino fargli una sorpresa e  portare una torta in classe da parte di tutti i bambini. Sapendo che ama il calcio (ma quante info hanno queste mamme!) ho preparato una torta “campo da calcio”, eccola:

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Polenta con salsiccia al ragu’ di funghi

Le pioggie di questi giorni sono state un’ottima scusa per trascorrere il week-end a casa, cosi’ ho avuto il tempo per preparare un piatto autunnale che ben si accorda con questo tempaccio: polenta e salsiccia al ragu’ di funghi.

Le origini montanare di mio padre e quelle bergamasche di mia suocera fanno si che da noi la polenta si mangi molto dura, un panetto da cui si tagliano le fette con il filo.

Per preparare il ragu’ ho usato la conseva che abbiamo fatto quest’estate, i porcini raccolti e fatti seccare da mia zia e l’ottima salsiccia di Bra. Insomma, con queste materie prime il risultato non poteva che essere ottimo.

Per la polenta:
Ingredienti:
750 gr di farina bramata per polenta
2,5 Lt di acqua
(Per una polenta piu’ morbida contare 1 lt di acqua per 250 gr di polenta)
una manciata di sale grosso
un bicchiere di latte da aggiungere verso la fine se troppo dura

Preparazione:
Portare ad ebollizione l’acqua con il sale e quando bolle versare la farina a pioggia mescolando in senso rotatorio e da sotto in su. Continuare a mescolare fino a che la polenta sia cotta (45 min. circa) aggiungendo verso fine cottura un bicchiere di latte se la polenta risultasse troppo dura.
Rovesciarla sul tagliere e servirla tagliando le fette con il filo, da sotto in su.

Per la salsiccia al ragu’ di funghi:
Ingredienti:
50 gr di funghi secchi
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
800 gr circa di conserva di pomodoro (io ho utilizzato quella casalinga, cotta con verdure)
500 gr di salsiccia
olio extravergine di oliva
sale

Preparazione:
Mettere a bagno in acqua i funghi secchi e lasciarli rinvenire per un’oretta circa.
Trascorso questo tempo scolare i funghi e filtrare la loro acqua attraverso uno strofinaccio e tenerla da parte.
Sciacquare i funghi velocemente sotto l’acqua corrente e tritarli molto grossolanamente.
In una casseruola far rosolare uno spicchio d’aglio in tre cucchiai di olio extravergine di oliva. Aggiungere i funghi e farli rosolare, spolverarli con il prezzemolo e dopo qualche minuto aggiungere la passata di pomodoro. Regolare di sale e far cuocere a fuoco lento aggiungendo, se necessario, un po’ dell’acqua dei funghi tenuta da parte.
Nel frattempo far rosolare la salsiccia tagliata a pezzetti in una padella antiaderente senza condimento. Una volta rosolata aggiungerla al ragu’ di funghi e continuare la cottura del ragu’ fino a che il sughetto si sia addensato al punto giusto e la salsiccia sia cotta.

Servire caldissimo in accompagnamento alla polenta.

Buon Appetito

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La crostata di Maria Giovanna

Questa è la ricetta della crostata della mia amica Maria Giovanna, una crostata veramente buonissima, la migliore che io abbia mai mangiato. Provare per credere!

Ingredienti:
400 gr di farina
200 gr di zucchero
200 gr di burro freddo tagliato a pezzettini
2 uova intere + due tuorli
1 presa di sale
1 bustina di vanillina
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaio di Marsala (facoltativo)
500 gr di marmellata

Preparazione
Accendere il forno a 160-170 C°
Lavorare velocemente nel robot (o in una terrina) la farina setacciata con lo lievito e la vanillina con le uova, i tuorli, il burro, lo zucchero, la presa di sale e l’eventuale Marsala.
Avvolgere il panetto di impasto ottenuto nella pellicola alimentare e riporlo un’ora in frigorifero.
Trascorso questo tempo stendere l’impasto in una teglia foderata con carta da forno in uno strato sottile. Spalmare uno strato abbondante di marmellata e infornare per 45/50 min.

Sfornare, lasciar raffreddare e servire.

Buon Appetito

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Torta di mele “doppio strato”

Ciao a tutti, è da un po’ che non posto piu’ ricette ma ho davvero pochissimo tempo a disposizione e purtroppo non riesco a fare tutto cio’ che vorrei.

Ieri sera pero’ incitata da mia figlia ho provato una torta di mele a doppio strato del libro “Cotto e mangiato” della Parodi. Consiglio questo libro a tutti, le ricette sono semplici, veloci e a prova di principiante.

Ecco questa torta gustosissima e “melosa” che piacerà a grandi e bambini.

Ingredienti:
600 gr di mele renette (o quelle che avete in casa)
200 gr di zucchero
200 gr di farina
3 uova
70 gr di burro
70 gr di yogurt
zucchero di canna (facoltativo)
1 bustina di lievito vanigliato
1 presa di sale

Preparazione:
Accendere il forno a 180°C.
In una terrina sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere il burro fuso e quando il tutto è amalgamato aggiungere anche lo yogurt e una presa di sale. Setacciare la farina con lo lievito e aggiungerla al composto sempre mescolando.
Tagliare a fettine le mele.
In una teglia diam. 26 imburrata e infarinata mettere metà del composto, stendere uno strato di fettine di mela, ricoprire con l’altra metà del composto e infine fare un secondo strato di mele disponendole compe piu’ ci piace.
Spolverare con zucchero di canna e infornare per 40-45 minuti.

Sfornare, lasciar raffreddare e servire.
Ottima anche servita tiepida e accompagnata da panna montata.

Buon appetito

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Risotto alla birra e salsiccia

Per questa domenica freddina ho pensato ad un risotto già abbastanza autunnale ma dal gusto delicato. Approvato a pieni voti dalla mia critica piu’ severa, mia figlia Vittoria.

Ingredienti (x 4 pers)
320 gr di riso
2 bicchieri di birra scura
150 gr di salsiccia
2 scalogni
parmigiano reggiano grattugiato
60 gr di burro
brodo vegetale
sale

Preparazione:
Affettate gli scalogni e fateli soffriggere in una casseruola con metà burro. Nel frattempo spellate la salsiccia, quindi sgranatela con i rebbi di una forchetta. Aggiungete la salsiccia al soffritto e fatela rosolare per qualche minuto mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno.

Versate il riso e fatelo tostare per 2-3 minuti. Bagnate con poca birra e poseguite la cottura, aggiungendone altra man mano che viene assorbita. Quando l’avrete aggiunta tutta, regolate di sale e proseguite la cottura con il brodo bollente, unendone sempre un po’ alla volta.

Al termine, levate dal fuoco, aggiungete il burro rimasto e il parmigiano e mantecate per un paio di minuti. Infine portate in tavola e servite.

Buon appetito.

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